
Tutti noi siamo affascinati dai tramonti. Quando il Sole si avvicina all’orizzonte le tinte rossastre scaturite dai fenomeni di diffusione della luce da parte della nostra atmosfera creano dei veri e propri dipinti, e risulta quasi difficile non prendere il cellulare per scattare una foto. Tuttavia, chi ha un occhio attento, avrà notato che questa prima parte del 2023 è stata caratterizzata da crepuscoli con una chicca in più. Un astro particolarmente splendente, più di tutte le stelle del cielo, ha accompagnato il calar del Sole giorno dopo giorno, rimanendo immerso nel rossore per qualche ora, prima di finire sotto l’orizzonte come la nostra stella. In questa pagina ne abbiamo parlato più volte, e con questo post chiudiamo definitivamente la rubrica dedicata a questo corpo celeste: Venere, il secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole.
Protagonista assoluto del cielo, Venere ha impreziosito ogni tramonto con la sua presenza. Sin da dicembre, per i più attenti, era già possibile scorgerlo a ridosso del calar del Sole, per pochissimi minuti, molto basso sull’orizzonte. Minuti che col passare dei mesi si sono trasformate in ore. Il pianeta sembra infatti aver compiuto un lungo “cammino”, che lo ha portato ad allontanarsi e successivamente avvicinarsi prospetticamente alla nostra stella. Da dicembre fino a giugno, tramonto dopo tramonto, Venere ha aumentato progressivamente la sua distanza apparente dal Sole, alzandosi sempre di più nel cielo fino a raggiungere la massima elongazione est, raggiunta il 4 giugno, con un angolo di 45° dal Sole. Dopodichè quel percorso trionfale che lo ha portato a innalzarsi sempre di più nel firmamento, ha lasciato spazio a una lenta “caduta”. Il pianeta ha “invertito il suo senso di marcia”, e sera dopo sera ha iniziato a tramontare sempre prima. Questo racconto quasi fiabesco, trova spiegazione nelle caratteristiche orbitali di Venere. Essendo un pianeta più interno rispetto alla Terra, l’astro, come per Mercurio, tende a rimanere sempre vicino al Sole, non discostandosi mai troppo da esso. In foto: un piccolo mosaico di Venere ripresa nel corso dei mesi. Nell’immagine sono visibili due fenomeni molto interessanti. In primis notiamo le fasi, molto evidenti, le quali col passare delle settimane hanno portato il pianeta da gibboso a falce, come ben visibile in ordine temporale da sinistra verso destra. Queste fasi progressivamente calanti si trasformeranno in crescenti quando l’astro passerà nella parte opposta dell’orbita, diventando visibile prima dell’alba (Stella del Mattino). In secondo piano possiamo facilmente notare anche la variazione apparente delle dimensioni del pianeta, le quali aumentano col diminuire della sua fase. Questo è dovuto al fatto che nel corso delle settimane Venere si è progressivamente avvicinato alla Terra. Il primo a notare questi due fenomeni in contemporanea fu Galileo Galilei, e questa fu una delle prove definitive del modello eliocentrico. Con la Terra al centro di tutto, queste osservazioni non avrebbero avuto senso, mentre con il Sole sì. Infine, il pianeta come già descritto in post precedenti, mostra sempre ed esclusivamente il suo fitto strato di nubi biancastre, senza alcun dettaglio della sua superficie.



